A message from Declan and Nick on World Theatre Day

Oggi è la Giornata Mondiale del Teatro.
Auguri a tutti, colleghi professionisti del teatro! 

Molti di noi si sentono sospesi, come ad aspettare un segnale che non arriva. Come quando avete paura che il vostro compagno di scena pensi siate voi ad esservi dimenticati la battuta.

È un momento molto strano, ma lo è ancora di più per chi, come noi, ama il teatro.

Perché amiamo il teatro? Personalmente, credo sia importante non avere una risposta.

Certo, a volte mi sono sentito costretto a spiegare perché il teatro fosse importante. Ma, in fondo, il perché sia così importante per me non riesco mai a spiegarlo o a giustificarlo del tutto. 

Chi vi parla è un maniaco di serie tv, e credo che con le conoscenze che ho acquisito potrei tenere un master in procedura penale svedese.

Ma tutto questo, per quanto bellissimo, non è la stessa cosa che uno spettacolo dal vivo. Perché in uno spettacolo dal vivo il pubblico è parte dell’atto artistico.

Dopo questo terribile periodo, il pubblico dei teatri tornerà ad affollare le sale e noi faremo teatro con ancora più gusto. Perché? Perché a mancarci cosi tanto sono i nostri spazi collettivi, in particolare i teatri, luoghi in cui possiamo sentir dire alle persone sul palco quello che noi non diremmo, provare sentimenti che noi non proveremmo, fare cose che noi certamente speriamo di non fare mai, eppure sentirci connessi in queste differenze, in ciò che rappresenta allo stesso tempo la logica e il mistero dell’esperienza.

E affronteremo un sacco di inconvenienti: il traffico, il prezzo dei biglietti, eccetera. Solo per il piacere di sentire un’altra persona respirare, il timbro di una voce umana in carne e ossa, per sentire la gioia o il dolore di qualcun altro, non il dovere ma il piacere dell’empatia.

Agli attori russi e gli attori italiani dei nostri spettacoli in questo momento mancano gli spettacoli che avrebbero dovuto mettere in scena in tournée. Questa mattina uno degli attori italiani mi ha scritto su Whatsapp e mi ha chiesto se eravamo stati noi, a sognare vividamente tutto questo teatro che ora non si vede. Beh, sì, siamo stati noi! Io e lui, e tutti noi!

È la stessa cosa anche per voi?

Il teatro non può morire…

Declan e Nick